Le macchine piu' intelligenti che abbiamo creato non sono state programmate: sono state addestrate, e oggi nessuno (nemmeno chi le ha create) conosce con precisione i meccanismi interni che ne guidano il comportamento. Ci troviamo di fronte a sistemi di cui possiamo misurare le prestazioni con grande accuratezza, ma per cui manca ancora una teoria esplicativa dei meccanismi sottostanti: una situazione non troppo diversa da quella del biologo, per cui conoscere lo scopo di un comportamento non è sufficiente, bisogna conoscerne anche il meccanismo. Un gruppo di ricercatori sta affrontando il problema di decifrare le rappresentazioni interne che emergono durante l'addestramento: mappe geografiche, concetti astratti, regole implicite mai fornite esplicitamente. Alcuni di questi risultati sono sorprendenti quanto inquietanti. Un viaggio attraverso i diversi livelli di astrazione con cui si può osservare un sistema di intelligenza artificiale, per affrontare una domanda metodologica prima ancora che filosofica: come si costruisce una scienza empirica di un sistema che si comporta in modo intelligente ma di cui non abbiamo ancora un modello causale?
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